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Tra le varie paure che mi sono trovato ad affrontare lungo il mio percorso di vita e da cui, forse inconsciamente, sono scappato per molto tempo, c’è la paura della responsabilità.

Definisco questa paura “insospettabile” poiché a me sconosciuta fino a qualche mese fa. Di solito si ha paura del giudizio, del rifiuto, della solitudine, ecc., ma questa proprio non l’avevo considerata.

Come poter definire questa “insospettabile paura”? Le uniche parole che mi vengono in mente sono: “La paura di essere davvero l’unico responsabile del mio destino in questa vita e, perché no, anche di quella altrui.

Faccio un paio di esempi.

Che cosa succederebbe se nel realizzare il mio sogno, quello di aver un business mio di successo, fossi l’unico responsabile per altre persone, i loro mutui, la loro felicità, ecc.?

Oppure ho paura di non sapere di utilizzare o gestire un eventuale potenziale maggiore di quello che credo di possedere.

Vorrei precisare un aspetto: credo fortemente che non siamo responsabili di tutto ciò che ci accade, ma lo siamo del modo in cui rispondiamo agli eventi e alle circostanze, anche rispetto alle altre persone

Spesso ci capitano fatti o situazioni negative che non vorremmo che ci accadessero, che non ci “meritiamo”: anch’essi fanno parte dell’esperienza di vita. C’è anche un libro che ne parla e si intitola “Le cose brutte accadono alle persone buone“.

Noi siamo e saremo sempre gli unici responsabili del tipo di persona che diventeremo, del modo in cui risponderemo alla vita e alle sue difficoltà. In fondo, come disse Viktor Frankl:

“La nostra libertà risiede nell’abilità di saper scegliere il modo in cui decidiamo di approcciarci alla vita e nessuno ci può togliere questa libertà”.

Quali sono gli impatti di questa paura?

– Vittimismo: che ci spinge a puntare il dito contri gli altri, le circostanze, gli eventi, il sistema, ecc. Il modo più semplice di non sentirsi responsabili e proteggere l’ “IO”.

– Ipercriticismo: nei propri confronti ed un eccesso di responsabilità non necessario che porta a ferire, al contrario, il nostro “IO” creando sensi di colpa, sconforto e bassa fiducia in se stessi.

– La paura di non essere mai all’altezza o di poter realizzare i nostri sogni, di non esser in grado di affrontare le necessarie difficoltà lungo il percorso, la paura persino di condividere i nostri sogni e di parlarne.

– Nascondersi ed evitare nuove sfide, opportunità, avventure, insomma tutte quelle situazioni che ci spaventano, ma che ci rendono anche “vivi” e che quando evitiamo costantemente ci fanno male lo stesso. Non a caso è stato scritto:

“Porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato!”.

Cosa possiamo fare in merito a tutto questo?

– Aumentare la nostra resilienza affrontando le conseguenze delle nostre decisioni e azioni, imparando da possibili errori commessi, senza ferire noi stessi, sapendo anche accogliere l’aiuto esterno, se necessario, e superando il proprio vissuto guardando sempre avanti: crescendo.

– Migliorare l’attenzione, il nostro focus, su noi stessi e cosa possiamo fare per migliorare il nostro valore in termini di abilità, conoscenze, applicazione, in modo da poter esser in grado di prenderci le nostre responsabilità con sicurezza.

In fondo, quando siamo davvero sicuri di aver fatto del nostro meglio e di aver risposto al meglio, nessuna opinione, circostanza o evento esterno può alterare ciò in cui crediamo fortemente.

Vi è mai successo di ritrovarvi in questa situazione? Dove avete dato tutto e non vi importava di niente e di nessuno perché vi sentivate davvero orgogliosi di voi stessi.

– Migliorare la nostra congruenza d’azione facendo realmente ciò che diciamo di voler fare. Agendo secondo le proprie intenzioni, attraverso comportamenti congruenti alla persona responsabile che vogliamo essere. Non saremo sempre perfetti in questo, e sarà difficile all’inizio, ma vale la pena tentare ogni giorno.

– Essere grati: sviluppando l’abilità di saper apprezzare ciò che abbiamo oggi, i nostri pregi e le nostre debolezze, le difficoltà e le lezioni di vita che impariamo dalle stesse, lavorando con serenità e fiducia, in tutte quelle aree che vorremmo migliorare di noi stessi e della nostra vita in modo da sentirci, con il tempo, piacevolmente responsabili dei risultati che otterremo.

Il punto fondamentale di questo articolo è che la responsabilità non è altro che un’abilità e come tale può essere sviluppata solamente attraverso la pratica di alcuni dei suddetti aspetti.

La felicità non è un risultato o una conseguenza, ma è una nostra scelta, una nostra decisione, una nostra responsabilità!

Non dobbiamo aver paura della stessa poiché è ciò che ci rende liberi e occorre saperne apprezzare tutto il suo valore.

Vederla come la chiave della mia libertà ha cambiato la mia percezione della stessa e mi auguro possa essere lo stesso per ognuno di voi.

Fabio Floro

Author Fabio Floro

Brisbane, Australia - Svolgo la professione di Empowerment Coach individuale e di gruppo. Aiuto Millennials a sviluppare la propria autostima, consapevolezza e sicurezza di sé. Conduco gruppi sulla crescita personale trattando temi quali: gestione delle emozioni, gestione del tempo, aumento  della produttività, focus, goal setting, comunicazione efficace ed assertività. Ho 36anni e ho acquisito una certificazione come NLP MASTER PRACTICIONER (Programma Neuro-Linguistico) in Australia, paese in cui vivo dal 2012.

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